COMFORT ZONE

 

La vera redenzione?

Probabilmente consiste nella liberazione

da ogni tipo di attaccamento,

primo fra tutti il sapere che, evidentemente,

ostacola il cambiamento …

 

La ricerca della verità

è, dunque, una purificazione

dalle tante assurdità

che ancora imprigionano la ragione,

la quale, inconsapevolmente,

è ostaggio della mente

che conosce perfetta-mente

la confortevole zona dell’illusione …

 

Comfort zone

come è stata definita recente-mente

per descrivere, efficace-mente,

la difficoltà di movimento

che affligge quelle persone

che ancora trovano la loro posizione

estrema-mente rassicurante …

 

Ovvia-mente

quel che sto cercando di fare anch’IO

è incitare chiunque ad abbandonare,

definitiva-mente, l’oasi ristagnante ,

altrimenti sarà più difficile fare,

qui e ora, nel presente,

l’esperienza estremamente affascinante

del proprio Dio …

 

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COSA?

 

Ho sentito dire che:

la filosofia stupisce (chi non la capisce);

la scienza è curiosa (ed “un tantino” permalosa);

nulla sfugge alla poesia

(che tanto ama … lavorar di fantasia);

la musica è il linguaggio universale

che tutti unisceal di là del mentale

 Aristotele diceva: “La musica non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, perché può servire per l’educazione, per procurare la catarsi e, infine, per la ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo”.

 

Ma la cosa più importante?

Rimane sempre quell’emozione sorprendente

che soddisfa pienamente, almeno in quell’istante,

in cui improvvisamente, incredibilmente,

s’arresta finalmente la mente …

 

Anche se poi, a volte, diventa soffocante ...

se non si è fatta personalmente l’esperienza del trascendente …

la cui mancanza, inevitabilmente, origina la diffidenza

da cui può scaturire la distanza …

 

Niente di preoccupante, poiché accade solitamente,

che una causale circostanza possa far rinascere la speranza …

ed allora, con qualcuno accanto, e tanta pazienza,

si può iniziare a godere pienamente dell’esistenza,

mentre, sorprendente-mente, si ritorna al punto di partenza …

 

È qualcosa  d’estremamente semplice e naturale

il valore evolutivo dell’umana coscienza

è da sempre riposto nell’Essenza,

esso coincide, probabilmente, con l’imperativo universale

di riconoscere come reale il “Nuovo Paradigma Spirituale”

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SCIENZA E PSICOLOGIA

 

La scienza, si sa,

osserva attentamente il mistero della natura

in quanto oggetto esterno,

e ciò che ne deduce, grazie all’umana bravura,

 viene classificata come conoscenza,

destinata a sostituire l’esperienza (?!)

nell’arricchimento della coscienza …

che in questo modo vorrebbe liberarsi della paura …

 

La psicologia, invece,

volge il suo sguardo all’interno,

chiamando inconscio inesplorabile (inconoscibile)

Tutto ciò che, al momento, ci è incomprensibile …

 

Tra queste due affascinanti filosofie

s’inserisce la religione che con i suoi assurdi dogmi

complica non poco la vita di tante persone …

le quali, inconsapevolmente,

s’allontanano dalla contingente realtà,

per cercare … di dare una “convincente” spiegazione

a ciò che sarebbe accaduto a particolari individui

vissuti all’epoca di scomparse civiltà

che per le loro peculiari caratteristiche

sono stati impropriamente definiti “divinità” …

 

Per fortuna per tali “superiori intelligenze”

sono state create le neuroscienze …

con lo scopo d’aiutare le smarrite coscienze

a fare ritorno, un giorno, alla loro pura originalità …

 

La verità, credetemi, è tutta qua …

la mente mente …

ma … vera-mente … non lo sa …

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SPLENDENTE BELLEZZA

 

Cara Anima,

so che vuoi sapere come fare

per riuscire a scorgere la splendente bellezza,

che deriva dal raggiungere la vetta della consapevolezza,

ma se chiedi otterrai, in risposta, solo cultura …

 

Non si può, lo sa ogni ingenuo bambino,

attraverso un intermediario del divino,

accedere alla saggezza, ci vuole pazienza,

quella giungerà quando la coscienza sarà matura,

pronta per affrontare una nuova,

entusiasmante, avventura …

LA LUCE DELL’AMORE

… <<Il divino ti dona solo ciò che sei pronta a recepire e ad assimilare; non ti dà mai più di questo, affinché tu possa farne esperienza. Questo vale anche per l’Amore, di cui esistono due forme: la prima è quella di una donna per il “suo” uomo, per il suo amato. Questo genere d’amore non viene espresso in pubblico, bensì in privato, poiché trova appagamento solo in un luogo lontano dalle altre creature. La seconda forma d’amore è quella che si prova per i fratelli, le sorelle, i figli, gli amici, i compagni, i colleghi … e non ha bisogno d’essere nascosto. Analogamente, i Sufi sostengono che esistono due tipi d’amore per il divino: quello che si manifesta attraverso la preghiera e la meditazione – che dovrebbe essere consumato in silenzio, in privato, proprio come fai con il tuo amato – e l’amore che si esprime attraverso l’azione e il servizio verso gli altri. L’uomo che appartiene al divino, ossia il Sufi, l’individuo interiormente puro – perché la parola “sufi” deriva da “sufa”, che significa purezza, limpidezza, chiarezza – vive l’amore in due dimensioni diverse. La prima è una dimensione privata, assolutamente personale, individuale, intima, che si vive in uno spazio isolato, come quello in cui esprimi il tuo amore al tuo uomo o alla tua donna. La seconda è quella del servizio, dell’amore per le creature del divino: gli alberi, le montagne, le persone, i fiumi … Riversa apertamente il tuo amore sul mondo e riversalo sul divino in privato: così diventerai un Sufi! Il vero maestro, il maestro perfetto, quello del quale ho spesso parlato – il maestro – ti aiuta a diventare libero, ti dona libertà. Il Vero Amoredona sempre libertà.>> …

 (Fonte: Osho “Ritorno al presente”. © 2014 De Agostini Novara, pag. 302 – 307, stralcio)

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L’INVESTIGATORE

 

Il pensiero assume spesso le sembianze

di un fastidioso e puntiglioso investigatore …

 

Egli, con petulante insistenza,

insegue il sospettato a tutte le ore …

in ogni più inopportuna circostanza,

fino a quando quello,

costretto alle strette dalla propria coscienza,

confessa il delitto e,

rinunciando alla presunzione d’innocenza,

accetta la giusta penitenza …

 

Bisogna ammetterlo,

c’è qualcuno o qualcosa, dentro di noi,

che sempre ci mette in guardia

nelle situazioni d’emergenza,

perché, dunque, non approfittarne

per rendere più semplice la nostra esistenza?

INGIUSTIZIE 

<<Quando siamo gli autori, i testimoni od i complici di un’ingiustizia, non possiamo ignorare la voce interiore (l’investigatore) perché altrimenti stiamo male. Ci accorgiamo che è meglio essere in disaccordo con gli altri, piuttosto che con noi stessi, e che è meglio subire un torto piuttosto che commetterlo. Non c’è nulla di peggio per un essere umano che sentire il disprezzo per la propria persona. L’unico modo per sfuggire a questa insistente tortura del pensiero è mentire a noi stessi e trovare degli escamotage per giustificare la nostra arrendevolezza. Ma è una via che non porta mai ad una vera tranquillità. Un anestetico non cura mai definitivamente l’inquietudine, che si ripresenta, fastidiosa, sotto altre forme. Soltanto la consapevolezza riporta all’equilibrio. Si può anche rimanere impuniti di fronte ad un delitto, ma la memoria privata, nelle sue svariate forme, non ci abbandona mai. Ci si sente leggeri e sereni solo quando non si ha nulla da rimproverarsi, altrimenti il ricordo diventa opprimente. E quello è il vero carcere.>>

(Riflessione ispirata dalla lettura del libro di Gabriele Nissim, “La bontà insensata”)

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SEDUZIONE

 

Il divino? Un’allettante seduzione …

che nasce, probabilmente, da una palpitante passione …

normalmente repressa dalle persone

che sono disposte a credere a quella meravigliosa emozione …

antica-mente chiamata illuminazione

ed oggi, più propriamente, abreazione …

 

Chiaramente un’illusione …

per chi rifiuta di godere appieno dell’esistenza,

rinunciando, così, a fare personalmente quell’esperienza …

 

Ma, si sa, c’è gente che preferisce restare aggrappata al sapere,

anziché addentrarsi nella dimensione dell’ignoto

ove risiede la propria coscienza …

 

IL SUFI

… <<Addentrarsi nell’ignoto comporta dei rischi; occorre lasciarsi alle spalle tutte le competenze, le conoscenze: in quella dimensione tutto il sapere acquisito attraverso la mente non servirà assolutamente a niente! Lì il divino non è soltanto sconosciuto, ma anche inconoscibile: diventa accessibile solo a chi riesce a trovare abbastanza coraggio per abbandonare le strade percorse da altri per avventurarsi nell’ignoto. Ma il mondo è pieno di codardi, e tutta la loro filosofia non è che una fuga dalla realtà; per sfuggirle fabbricano teorie su quest’ultima e poi vi si aggrappano, credendo che la verità sia una semplice teoria. Ecco come nascono le religioni. Ma il Sufi no, lui non ha niente a che vedere con le religioni e le loro filosofie, anche se può accadere che tra quegli adepti ve ne siano. Egli è un girovago, un essere universale, che ha constatato personalmente come la gente non si sia persa nell’ignoranza ma nell’abbondanza di parole. Il sufismo è fortemente contrario all’uso eccessivo delle parole, i sufisti preferiscono creare le situazioni che possono aiutare i discepoli a maturare, poiché è in questo modo che la trasmissione diventa possibile; il maestro possiede la risposta alla domanda del discepolo e sa che questi può raggiungerla abbandonando ogni sua convinzione. Le filosofie, invece, girano in tondo, senza mai arrivare da nessuna parte, privano le persone del loro sapere innato creando confusione: non sono i peccati a far perdere il contatto con il divino, ma le conoscenze che creano l’illusione.>> …

 (Fonte: Osho “Ritorno al presente”. © 2014 De Agostini Novara. Pag. 20-25, stralcio)

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SUPERCONSCIO

 

Della materialità stiamo facendo esperienza,

mentre, contemporanea-mente

iniziamo ad occuparci, anche, della coscienza …

 

Tre, attualmente, sono le parti in cui l’abbiamo divisa:

conscio, la luce, sicura-mente la parte più divertente,

poiché ci consente di confrontarci con l’altra gente;

inconscio, l’ombra, costituita, probabilmente

dalle parti di noi che rifiutiamo continuamente

(forse perché succubi d’assurdi consigli elargiti, gratuita-mente,

da chi, come noi, è ancora alla ricerca del trascendente …);

e, oltre la citata dualità, il superconscio,

(l’oceano di tutte le esperienze dell’umanità,

passate, presenti e future, il luogo da dove ogni goccia è stata originata)

l’equilibrio che consente d’approdare alla personale verità …

 

Di fatto, l’attuale consapevolezza,

una vetta … su cui si sofferma, temporaneamente,

chi riesce ad osservare la splendente bellezza …

 

<<Davvero è tutto qua? E se si, come si fa

a stabilire se stiamo contribuendo coscientemente

a costruire una nuova realtà?>>

 

Attraverso l’attenta osservazione delle sincronicità,

poiché esse sono le risposte fornite dal “superconscio”

(coscienza unitaria, olismo, akasha,

“Unseen Ones” – coloro che non si vedono –

come “qualcuno” ha scritto recentemente)

interpretabili facilmente,

da chi ha abbandonato l’illogità della casualità

a favore della possibilità della causalità …

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