ANTIPODI

Mi sono chiesto se due soggetti,

tra di loro tanto differenti,

(da ricercarsi non necessariamente

esclusivamente tra amici e parenti),

possano Essere uniti dall’Amore per la filosofia …

 

 

Sì, probabilmente, e ciò che ne deriverebbe

andrebbe al di là della banale ipocrisia …

la quale, si sa, provoca inevitabilmente,

i soliti lamenti … in chi, evidentemente,

ha smarrito la Sua via …

 

Anime eccellenti …

che si pongono agli antipodi,

riguardo all’approccio ad essa riservato,

potranno mai divenire un punto di riferimento

per chi tal aspetto non aveva ancora considerato?

 

La prima è esuberante, frenetica,

affronta la sfida usando la ragione;

la seconda è più poetica,

si lascia sedurre dal dolce fascino della fantasia …

che è spesso in grado,

anche attraverso la musica e la canzone,

di suscitare una meravigliosa emozione

 

 

Tal iniqua distinzione,

chiunque la può tranquillamente rilevare

anche nello studio dedicato alla religione,

dove il teista e l’ateo si distinguono

per la loro attenta osservazione

che, a volte, confluisce in un’unica espressione

 

IL DIVINO

… <<Le definizioni del divino sono innumerevoli, tuttavia sono comunque incomplete: come può un uomo che è alla ricerca del divino, quindi incompleto come lo è pure un bambino … definire la bellezza? Non può, semplicemente, perché manca della completezza! Qualsiasi cosa dirà avrà delle mancanze. Come può, una parte, essere testimone del Tutto? Qualsiasi cosa quella parte affermi sarà relativa a se stessa. Potrà mai, l’atomo, conoscere l’Assoluto? Qualsiasi cosa comprenda non riuscirà a trascenderlo. Pertanto, coloro i quali cantano o celebrano i suoi attributi, e tuttavia sono inconsapevoli, rimangono tali. Le “Upanishad” hanno celebrato le Sue lodi finché non si sono stancate, e lo stesso è accaduto con la “Gita”, col “Corano” e con la “Bibbia”: il divino è indescrivibile, indefinibile, quella è la Sua natura; è perciò impossibile descriverlo completamente. Tutte le scritture sono incomplete e sono destinate ad esserlo eternamente … poiché sono legate allo sforzo della mente di manifestare l’infinito, il trascendente. Il Sole sorge e l’artista lo dipinge in un quadro. Per quanto bene lo possa dipingere, il quadro non emanerà alcuna Luce: non si può metterlo in una stanza buia ed aspettarsi che ne sia illuminata. Se un poeta assiste un’aurora e scrive una magnifica poesia su di essa, non importa quanto siano veri e profondi i suoi versi, i sentimenti che trasmette, comunque la sua canzone non riuscirà al illuminare una stanza buia. Tutti i poemi che provano a riprodurre le fattezze del divino sono incompleti. Nessuna poesia può parlarti di Lui in maniera esaustiva, semplicemente perché non può contenere il Suo Essere. Le parole sono vane e debbono rimanere tali: se hai sete, non basterà la parola “acqua” a soddisfarla; se hai fame, la parola “fuoco” non cucinerà niente da mangiare. Pertanto, se dentro di te è sorto il desiderio di dio, la parola “dio” non sarà sufficiente; è sufficiente solo per chi non ha alcun anelito. Comprendilo con chiarezza: se non hai sete, ti basta nominare la parola “acqua”, oppure parlare della sua composizione chimica o della pioggia … Ma la difficoltà inizia nel momento in cui sei assetato, perché allora il termine “acqua”, né la formula H2O funzionano. Puoi mettere insieme tutte le parole che si usano per definire l’acqua, ci dovrebbero essere circa tremila lingue nel mondo, potresti costruire una perla per ciascuna e farne una collana da indossare, ma queste non produrranno neppure una goccia d’acqua. Se non hai sete, invece, puoi giocare con le parole! La filosofia è un gioco per persone che non hanno sete; la religione è, invece, il viaggio di coloro che sono assetati. Per questo è la filosofia a giocare con le parole e non la religione. Quest’ultima prende nota degli spunti dati dalle parole e li segue. Se si è alla ricerca di un lago, a cosa potrebbe aiutare il termine “lago”? Quando si ricerca la vita, la parola “Vita” ci sembra del tutto vuota.>> …

 Fonte: OSHO, “Al di là della paura, oltre il rancore”. © 2012 De Agostini (pag. 80-81, stralcio)

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2 risposte a ANTIPODI

  1. Pingback: In-FELICITÀ | La Vita è Poesia

  2. L'amico Mauro ha detto:

    … “Io vi darò la mia divinità, Voi mi darete la vostra creaturalità.
    Quell’Uno che ne nascerà saprà tutto di Voi e di Me, e porterà nell’Armonia del Divino la sapienza ed il sapore di tutta la creazione.
    Forse, dinanzi a questo, avrete timore. Forse, ancora una volta, temerete la fine.
    O forse, non capirete più chi è il Divino.
    Ma io vi dico di non temere.
    L’Immenso è davvero senza limiti.
    La creazione è entrata dentro il Divino. Volto su Volto. Ora è nuova la Potenza.
    Perché anche Dio si espande.
    Ora, chi crea è tutta la creazione”.

    La Colomba in Voi

    Fonte: http://www.stazioneceleste.it/Colomba/colomba.2.htm

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